13_06_2012 | AEROPORTO, MOV5STELLE: BRASINI MANDI A CASA TUTTO IL “MANAGEMENT RESPONSABILE DELLA CRISI FINANZIARIA”

Mercoledì, 13 Giugno 2012

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AEROPORTO, MOV5STELLE: MANDATE A CASA TUTTO IL “MANAGEMENT RESPONSABILE DELLA CRISI FINANZIARIA”


I grillini si appellano all’“assessore delle Holding&Partecipate”, Gian Luca Brasini, affinché sia pur salvato “l'aereoporto di Rimini e San Marino per l'ennesima volta con nuove iniezioni di denaro pubblico”, il riferimento è ai 7milioni di ricapitalizzazione. Il Comune (socio al 18 per cento) dovrà metterci poco meno di un milione, cifra non inserita in bilancio.


Per il Mov il concetto è comunque questo: salvare il Fellini sì, ma a una condizione. “Sia mandato a casa tutto l'attuale management. Se l'aeroporto deve servire a parcheggiare incapaci cronici prendetevene la totale responsabilità”.
Non sono più i tempi in cui si può investire a debito senza garantire un ritorno certo. “I cittadini oramai sono munti da troppe mani avide di risorse per essere disponibili a prelievi nottetempo rifilati come favolosi investimenti per un radioso futuro, quando invece sono solo un temporaneo tampone ad una gestione fallimentare”.
Secondo il Mov esistono modelli “più efficienti per gestire economicamente un aeroporto di cui riconosciamo la valenza economica nel nostro contesto turistico”.


Primo: sceglie con cura i direttori generali, “evitando di prendere individui indagati per bancarotta fraudolenta in identici ruoli in altri aeroporti ora in liquidazione”. Secondo: “negando la gestione a politici che hanno avuto solo il merito di essersi fatti da parte o non essere stati eletti nelle sessioni elettorali” o ancora “licenziando chi ha apposto la firma su un contratto la cui disdetta è costata 2,9milioni di euro (vicenda Air Dolomiti)” e infine limitando le consulenze esterne.


Bisogna, secondo i grillini, esaminare attentamente la ricaduta sul territorio: cioè “se l'aeroporto serve per portare turisti nelle isole greche, italiane o in egitto è inutile finanziare i voli delle compagnie low-cost, come sembra essere l'abitudine consueta anche se ampiamente negata, solo per poi vantarsi del milione di passeggeri che allo stato attuale costano milioni di euro ai cittadini”.
Altro paio di maniche “se al contrario il movimento passeggeri interessa principalmente la nostra riviera, allora si può ancora investire nella struttura, ma la prima cosa che andrà fatta sarà cambiare completamente il management responsabile di questa gravissima crisi finanziaria”.